8 marzo

Carissime,
Carissimi,

l’8 marzo è una ricorrenza che richiama un impegno concreto: difendere e promuovere i diritti delle donne, dentro e fuori i nostri ambulatori, nei luoghi di ricerca, nelle corsie ospedaliere, nelle istituzioni.

Difendere i diritti delle donne per un medico significa prima di tutto garantire il diritto a una diagnosi tempestiva e accurata. Significa assicurare il diritto a terapie appropriate, personalizzate, basate sulle evidenze scientifiche che superino il gap conseguente all’uso di modelli costruiti prevalentemente su popolazioni maschili. Significa tutelare il diritto all’informazione chiara, alla partecipazione consapevole alle scelte terapeutiche, al rispetto della propria autodeterminazione.

Ma c’è un’altra dimensione che non possiamo ignorare: quella delle donne nella nostra professione.
L’endocrinologia, come molte discipline mediche, vede una crescente presenza femminile tra specializzande, ricercatrici, cliniche di eccellenza. Eppure, persistono diseguaglianze nelle posizioni apicali, nella rappresentanza scientifica, nell’accesso ai ruoli decisionali.

Promuovere i diritti significa allora impegnarci a superare  le barriere. Significa costruire ambienti di lavoro rispettosi, inclusivi, capaci di contrastare ogni forma di disparità o molestia.

La nostra Associazione desidera essere parte attiva di questo cambiamento promuovendo  linee guida sensibili alle differenze di genere, programmi di formazione dedicati, sostegno alla ricerca sulle specificità endocrine femminili.

A tutte le donne che curiamo, alle colleghe che lavorano al nostro fianco, alle ricercatrici che costruiscono il futuro della nostra disciplina, e’ oggi giusto indirizzare  una volta di più la nostra gratitudine e il nostro rispetto.

Per tutti noi, l’auspicio di continuare a essere professionisti rigorosi e, insieme, custodi attivi dei diritti.

Andrea Frasoldati
Presidente AME

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